Critica ai quesiti- il quesito 2: qual è la risposta esatta?

Rileggiamo il testo del quesito 2 ( comune  ai licei tradizionali e a quelli sperimentali):

Sono dati gli insiemi

A = {1, 2, 3, 4} e B = {a, b, c}. Tra le possibili funzioni (o applicazioni) di A in

B, ce ne sono di suriettive? Di iniettive? Di biiettive?

 

Il quesito,  essendo a carattere terminologico, non sarebbe  particolarmente insidioso ,  ma  la  pluralità di scuole di pensiero circa la definizione di funzione , crea un serio imbarazzo nell’atto della correzione e della  valutazione.

Riportiamo la definizione di <<funzione>> come compare i  due testi di Matematica  , tra i più noti e diffusi nei licei italiani.

 Da  <<Corso di Matematica  per i licei scientifici sperimentali>>   di Lamberti-Mereu-Nanni

 “Dati due insiemi A e B , che chiamiamo rispettivamente “insieme di partenza “  e “insieme di  arrivo”, si dice funzione o applicazione f  di A in B  una  legge he associa ad ogni elemento di A uno e uno solo elemento di B”

Da MultiFormat di Maraschini-Palma

-“Dati 2 insiemi non vuoti A e B, si dice funzione da A a B una legge che ad
ogni elemento di A associa al massimo un solo elemento di B
-Una funzione, quindi, è una legge che ad ogni elemento del Dominio A:
   >o non associa alcun elemento del codominio B;
   >oppure associa un solo elemento del codominio B
-Il sottoinsieme di A formato dagli elementi che hanno un corrispondente in
B è l’insieme di definizione della funzione.”

E’ evidente che lo studente  che ha studiato sul primo libro  risponderà  coerentemente  che  non è possibile costruire funzioni iniettive  con i due insiemi assegnati,  essendo gli elementi di A in numero maggiore di quelli di B .

Chi segue il secondo testo affermerà che  è possibile costruire funzioni iniettive, ovviamente  non assegnando alcun corrispondente a qualche elemento di A.

Come si saranno  regolati  i docenti delle Commissioni esaminatrici?

Hanno  accettato come esatta  sia la rispoata affermativa che la risposta negativa ? Che  peso può avere, nella valutazione della prova, un quesito per cui   si accetta sia una risposta, sia la risposta contraria?

Hanno considerato corretta la risposta solo se coerente con il libro di testo  adottato dalla classe? Che senso avrebbe, anche se fosse possibile?

Hanno considerato esatta  solo la rispoata  più vicina alle proprie  preferenze circa la scuola di pensiero da seguire?  Cosa dire in tal caso , in sede di discussione delle prove, allo studente che giustamente contesta la correzione con la fatidica frase;:<< Sul libro c’è scritto così>>?

La sottoscritta, impegnata nel frattempo  come assistente alla correzione di un brano di Cicerone, al liceo classico, non si è trovata fortunatamente in questa situazione imbarazzante.

Sarebbe interessante  a questo punto fare una piccola indagine.

continua

                      CONTINUA

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